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    Il Cilento

        Spiegare ad un ignaro turista il fascino sottile dei Cilento non è per nulla agevole, nè tanto meno risulta facile tradurre in immagini le molteplici sensazioni - spesso di natura tattile - da cui veniamo regolarmente assaliti, ogniqualvolta, per motivi di lavoro, di viaggio o di vacanza, ci capita di avventurarci in questo singolare territorio.

        In realtà il Cilento, come un'antica pietanza dai forti sapori, va assaporato lentamente, a piccoli bocconi, attraverso una regolare, periodica, continua presenza annuale, preferibilmente nei caldi mesi della stagione estiva.

        Per chi non è stato qui almeno una volta, l'improvviso impatto con questa realtà, in un continuo accavallarsi di impressioni visive e forti sensazioni dell'animo, potrebbe risultare deleterio e fuorviante. Invece, per assimilare appieno la delicata e quasi magica bellezza di questo territorio, sarò opportuna una prolungata e ripetuta permanenza, fatta di escursioni, di viaggi infiniti lungo i pendii di maestose montagne dalle tortuose, interminabili salite, in un ambiente quasi desertico, che tuttavia si anima di colpo per l'improvvisa apparizione di uno dei tanti, incredibili paesetti da fiaba dai nomi improbabili ed intraducibili come: Perdifumo, Gioi, Montano Antilia, Celle di Bulgheria, Rofrano, Caselle in Pittari.

        Sarà necessario, per chi ama l'arte, aver visitato almeno una volta le meraviglie archeologiche di Velia, le sue antiche abitazioni, la Porta Rosa, le torri, i templi, oppure i resti dei Monasteri, la cripta barocca nella chiesa di S. Nicola a Centola, i vicoli medievali di Roccagloriosa e Celle di Bulgheria, o aver assaporato la delicata e surreale atmosfera che promana dall'antico, ancora quasi intatto, villaggio abbandonato di S.Severino. Non potrà veramente comprendere questo Cilento, chi non avrà fatto almeno un tuffo nei suoi verdi ulivi, prima ancora che nel suo splendido mare, con la sua azzurra acqua che, a tratti, riesce ad assumere le delicate sfumature dello smeraldo. Chi non avrà visto lo splendore delle grotte naturali di Palinuro e Camerota, le meraviglie della spiaggia del Mingardo, i paesaggi che si offrono allo sguardo dalla sommità dei monte Gelbison o, almeno una volta, non sia rimasto incantato dalle scogliere che si susseguono infinite, a lambire il mare in lontananza, giù fino a punta Licosa.

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